Gulliver

Anche senza viaggiare ci si può sentire come Gulliver. Sai quando sei lì vincolato da migliaia di piccoli laccetti che ti bloccano sempre nella stessa posizione? Allora bisogna partire dal primo che ti capita a tiro e… via uno! E poi proseguire metodicamente con tutto il resto, uno dopo l’altro. Oppure un bel colpo di mano e ciao. Il movimento è possibile solo se c’è spazio di manovra. E poi via, liberi come il vento. Sono proprio come quel lumpenproletariat di cui parlava il tizio del capitale: non ho niente da perdere se non le mie catene.

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